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Cosa visitare ad Apecchio e d’intorni…

Travel & STORIA

  • La storia della country house.
  • Apecchio tra arte, borghi antichi, sport e buon cibo.

 

 

 

 

               
STORIA – BUONA CUCINA – SPORT ALL’ARIA APERTA

Passione per natura!
Scopri cosa visitare e cosa ha da offrire Apecchio e dintorni..

Un luogo di storia…

…Il nome del podere “Le ciocche” deriva dall’agglomerato di edifici “accioccati” e sparsi nel territorio poderale.
L’edificio più importante ai fini storici è la piccola cappella situata a bordo strada, databile all’incirca nel 1500.

La cappella fu eretta (come tante altre nella zona) per dare rifugio ai viandanti che passavano per l’antica strada costruita al tempo degli antichi Romani…

Le Ciocche vi consiglia…

Ogni idea di vacanza è giusta! Scopri Apecchio!

Ci troviamo in Apecchio, un caratteristico paese situato in pieno Appennino Umbro-Marchigiano, nelle storiche terre del Montefeltro, un territorio a cavallo tra Marche Umbria e Toscana.
Circondato da boschi, vallate, prati e rivoli d’acqua cristallina oligominerale e sulfurea, il tutto condito da un clima salubre, asciutto d’invero e caldo non afoso in estate.
Apecchio si trova a circa 460 metri sul livello del mare, ma il suo territorio si estende da un minimo di 360 m slm ad un massimo di 1525 m slm della vetta del Monte Nerone.

Questa zona dell’entroterra della provincia di Pesaro e Urbino è conosciuta per la presenza del famoso TARTUFO BIANCO, tubero che cresce prolifico in queste zone.

Amanti delle escursioni?

Un dedalo di sentieri battuti e ben segnalati vi attendono!

Una variegata rete di sentieri segna un territorio dai panorami suggestivi dove è possibile e non è raro vedere la fauna selvatica tipica dell’appennino (scoiattoli, cervi, caprioli, istrici, lepri, cinghiali, lupi, aquila reale, falchi, etc.).

Dal casale si gode di una stupenda vista su Monte Nerone (1526 m slm) distante pochi km, il quale in invero è possibile praticare sport invernali come sci e snowboard e per l’estate varie zone pic-nic, sentieri per escursioni, canyoning ed arrampicate in gran parte del territorio circostante.

A soli 70 km si può raggiungere il mare Adriatico (Fano e Pesaro), facendo qualche km in più è possibile andare alla bellissima spiaggia di Numana e Monte Coner

Sei interessato ad un soggiorno del gusto..

e sei alla ricerca di sagre caratteristiche; il periodo giusto è l’autunno, infatti in questo periodo prendono vita borghi caratteristici. Tra le sagre più importanti annoveriamo La Mostra mercato del Tartufo Bianco di Apecchio con le sue “Cantine” dov’è possibile deliziare il palato con birre artigianali locali, tartufo e tanta buona musica live; Mostra mercato del tartufo di Acqualagna e Sant’Angelo in Vado con il suo Motoraduno.

Per gli appassionati d’arte..

è possibile visitare alcune importanti città d’arte quali, Urbino (40 km), Gubbio (38 km), Perugia (70 km), Città di Castello (25 km), Urbania (20 km), grotte di Frasassi (50 km).

Country house Le Ciocche è situata in un’area di circa 40 ettari di prati e boschi a 650 m slm, a soli 3 km da Apecchio (PU).

Apecchio terra di storia, luogo d’incontro di svariate civiltà che nell’arco del tempo hanno lasciato loro testimonianza in questi luoghi. Vecchi ruderi ci manifestano il passaggio di insediamenti Umbri, Etruschi, Romani, Celtici, fino al dominio dei conti Ubaldini che hanno governato queste terre dal ‘400 al 1752, i quali ci hanno lasciato in dono monumenti che conservano al loro interno importanti opere d’arte.

 

Degno di nota è l’importantissima collezione di fossili, dove si trovano esposti reperti rarissimi e di importantissima caratura storica.

 

Apecchio e Locanda e country house “Le Ciocche” è la scelta giusta qualunque sia la vostra idea di vacanza!

 

Città d’arte da visitare

Ti piacciono le città d’arte?

Piobbico - a soli 14km
è un comune di origine medievale posto a 339 metri sul livello del mare. D’obbligo è visitare il pregevole Palazzo Brancaleoni, composto da più corpi di fabbrica in vari stili architettonici i quali si sovrappongono armoniosamente. Esso vanta affreschi e decorazioni a stucco, opera di Federico Brandani. Al suo interno è ospitato il museo civico del paese.

Sito del turismo: news, eventi, mostre.

Piobbico - a soli 14km
è un comune di origine medievale posto a 339 metri sul livello del mare. D’obbligo è visitare il pregevole Palazzo Brancaleoni, composto da più corpi di fabbrica in vari stili architettonici i quali si sovrappongono armoniosamente. Esso vanta affreschi e decorazioni a stucco, opera di Federico Brandani. Al suo interno è ospitato il museo civico del paese.

Sito del turismo: news, eventi, mostre.

Urbania - a soli 26km
fra gli edifici storici, degni di nota vanno ricordati:
La chiesa dei Morti con bel portale gotico e il macabro ‘Cimitero delle mummie.
La rinascimentale chiesa del Corpus Domini, la barocca chiesa di S.Caterina, la settecentesca chiesa di S.Francesco e la coeva Cattedrale con annesso Palazzo vescovile, oggi sede del Museo Diocesano. Da ricordare anche il Palazzo Comunale (sec. XVI) con la coeva Torre Campanaria (1561), l’ottocentesco Teatro ‘D. Bramante’ con elegante sala a palchetti e, un chilometro fuori dell’abitato, il complesso rinascimentale del Barco.

Sito del turismo: news, eventi, mostre.

Urbania - a soli 26km
fra gli edifici storici, degni di nota vanno ricordati:
La chiesa dei Morti con bel portale gotico e il macabro ‘Cimitero delle mummie.
La rinascimentale chiesa del Corpus Domini, la barocca chiesa di S.Caterina, la settecentesca chiesa di S.Francesco e la coeva Cattedrale con annesso Palazzo vescovile, oggi sede del Museo Diocesano. Da ricordare anche il Palazzo Comunale (sec. XVI) con la coeva Torre Campanaria (1561), l’ottocentesco Teatro ‘D. Bramante’ con elegante sala a palchetti e, un chilometro fuori dell’abitato, il complesso rinascimentale del Barco.

Sito del turismo: news, eventi, mostre.

Urbino - a soli 45km
Per l’UNESCO, infatti, la città ha il merito indiscusso di essere stata un punto d’attrazione per i  più illustri studiosi e artisti del Rinascimento, italiani e stranieri, che l’hanno trasformata in un eccezionale complesso urbano.
Uno tra tutti il magnifico Palazzo Ducale e la Galleria Nazionale delle Marche.
Sito del turismo: news, eventi, mostre.
Urbino - a soli 45km
Per l’UNESCO, infatti, la città ha il merito indiscusso di essere stata un punto d’attrazione per i  più illustri studiosi e artisti del Rinascimento, italiani e stranieri, che l’hanno trasformata in un eccezionale complesso urbano.
Uno tra tutti il magnifico Palazzo Ducale e la Galleria Nazionale delle Marche.
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Città di Castello -a soli 33km
Si annovera tra i tanti monumenti e palazzi, il Palazzo del Podestà, il Palazzo Bondi-Mancini, Palazzo Vitelli-Bufalini, Palazzo Cappelletti in stile tardo rinascimentale e la facciata laterale di Palazzo Bufalini.
La suggestiva Torre civica del XIII secolo.
Il Museo Burri e la Pinacoteca.
Le opere del celebre artista Alberto Burri si trovano in parte a Palazzo Albizzini che ospita 130 opere come Catrami, Muffe, Gobbi, Sacchi, Legni, Ferri, Combustioni, Cretti e Cellotex e in parte agli Ex Seccatoi del Tabacco.

Sito del turismo: news eventi, mostre.

Città di Castello -a soli 33km
Si annovera tra i tanti monumenti e palazzi, il Palazzo del Podestà, il Palazzo Bondi-Mancini, Palazzo Vitelli-Bufalini, Palazzo Cappelletti in stile tardo rinascimentale e la facciata laterale di Palazzo Bufalini.
La suggestiva Torre civica del XIII secolo.
Il Museo Burri e la Pinacoteca.
Le opere del celebre artista Alberto Burri si trovano in parte a Palazzo Albizzini che ospita 130 opere come Catrami, Muffe, Gobbi, Sacchi, Legni, Ferri, Combustioni, Cretti e Cellotex e in parte agli Ex Seccatoi del Tabacco.

Sito del turismo: news eventi, mostre.

Gubbio - a soli 42km
Gubbio è tra le più antiche città dell’Umbria, meravigliosamente conservata nei secoli e ricca di monumenti che testimoniano il suo glorioso passato. Architettonicamente rappresenta il capolavoro della civiltà medievale e della società due-trecentesca, articolata nelle corporazioni di arti e mestieri. Testimonianza delle sue antiche origini sono le Tavole Eugubine e il teatro romano situato appena fuori le mura. Domina dall’alto la monumentale basilica di Sant’Ubaldo, custode delle spoglie del santo patrono.
Gubbio ospita capolavori architettonici che simboleggiano e richiamano la potenza di questa città-stato medievale.

Sito del turismo: news, eventi, mostre.

Gubbio - a soli 42km
Gubbio è tra le più antiche città dell’Umbria, meravigliosamente conservata nei secoli e ricca di monumenti che testimoniano il suo glorioso passato. Architettonicamente rappresenta il capolavoro della civiltà medievale e della società due-trecentesca, articolata nelle corporazioni di arti e mestieri. Testimonianza delle sue antiche origini sono le Tavole Eugubine e il teatro romano situato appena fuori le mura. Domina dall’alto la monumentale basilica di Sant’Ubaldo, custode delle spoglie del santo patrono.
Gubbio ospita capolavori architettonici che simboleggiano e richiamano la potenza di questa città-stato medievale.

Sito del turismo: news, eventi, mostre.

Perugia - a soli 80km
Dispone di un immenso patrimonio artistico e culturale memoria del suo glorioso passato. La Rocca Paolina, fortezza fatta erigere da Papa Paolo III nel 1540.
Su Piazza IV Novembre, una delle più belle d’Italia, si affacciano il palazzo dei Priori, elegante edificio gotico con all’interno la Galleria Nazionale dell’Umbria che custodisce capolavori assoluti dell’arte italiana dal Medioevo al XVIII secolo di Piero della Francesca, Benozzo Gozzoli, Beato Angelico, Pinturicchio, il Perugino.

Sito del turismo: news, eventi, mostre.

Perugia - a soli 80km
Dispone di un immenso patrimonio artistico e culturale memoria del suo glorioso passato. La Rocca Paolina, fortezza fatta erigere da Papa Paolo III nel 1540.
Su Piazza IV Novembre, una delle più belle d’Italia, si affacciano il palazzo dei Priori, elegante edificio gotico con all’interno la Galleria Nazionale dell’Umbria che custodisce capolavori assoluti dell’arte italiana dal Medioevo al XVIII secolo di Piero della Francesca, Benozzo Gozzoli, Beato Angelico, Pinturicchio, il Perugino.

Sito del turismo: news, eventi, mostre.

Assisi - a soli 90km
con il suo centro storico, la basilica di San Francesco e gli altri siti francescani, sono stati dichiarati nel 2000 Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco.
Tra i numerosi monumenti che rendono Assisi una delle mete turistiche artisticamente più ricche, spiccano la basilica di San Francesco, con la tomba del Santo e i capolavori di alcuni tra i maggiori artisti di tutti i tempi quali Cimabue, Giotto, Pietro Lorenzetti e Simone Martini, la basilica di Santa Chiara, e la romanica cattedrale di San Rufino.

Sito del turismo: news, eventi, mostre.

Assisi - a soli 90km
con il suo centro storico, la basilica di San Francesco e gli altri siti francescani, sono stati dichiarati nel 2000 Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco.
Tra i numerosi monumenti che rendono Assisi una delle mete turistiche artisticamente più ricche, spiccano la basilica di San Francesco, con la tomba del Santo e i capolavori di alcuni tra i maggiori artisti di tutti i tempi quali Cimabue, Giotto, Pietro Lorenzetti e Simone Martini, la basilica di Santa Chiara, e la romanica cattedrale di San Rufino.

Sito del turismo: news, eventi, mostre.

Città d’arte da visitare

Apecchio (PU)

Apecchio (PU)

Carinissimo borgo dell’entroterra Marchigiano,
dove è possibile far visita a svariati monumenti lasciati dai conti Ubaldini, uno tra tutti il palazzo iniziato ad edificare su progetto di Francesco di Giorgio Martini nel 400.
Cosa visitare:

  • Il “CAMPANONE”, una torre campanaria con orologio risalente al XV secolo che con la sua imponenza costituisce tutt’oggi l’ingresso principale al castello.
  • Il ponte medioevale costruito a schiena d’asino nel XIV secolo, anticamente era l’unica via d’accesso al paese.
  • Palazzo Ubaldini, recentemente restaurato ha recuperato parte del suo antico splendore. Di notevole pregio è il cortile quadrato del 1515 circondato da un portico su otto colonne dai capitelli ionici. All’interno del palazzo è allestito il museo ” dei fossili e minerali del Nerone” nel quale sono presenti alcuni pezzi unici in Europa.
Vivere Apecchio: Scopri cosa fare e cosa visitare

Comune di Apecchio: Vai al sito istituzionale

Sito Turismo Marche: Vai al sito..

Apecchio (PU)

Carinissimo borgo dell’entroterra Marchigiano,
dove è possibile far visita a svariati monumenti lasciati dai conti Ubaldini, uno tra tutti il palazzo iniziato ad edificare su progetto di Francesco di Giorgio Martini nel 400.
Cosa visitare:

  • Il “CAMPANONE”, una torre campanaria con orologio risalente al XV secolo che con la sua imponenza costituisce tutt’oggi l’ingresso principale al castello.
  • Il ponte medioevale costruito a schiena d’asino nel XIV secolo, anticamente era l’unica via d’accesso al paese.
  • Palazzo Ubaldini, recentemente restaurato ha recuperato parte del suo antico splendore. Di notevole pregio è il cortile quadrato del 1515 circondato da un portico su otto colonne dai capitelli ionici. All’interno del palazzo è allestito il museo ” dei fossili e minerali del Nerone” nel quale sono presenti alcuni pezzi unici in Europa.
Vivere Apecchio: Scopri cosa fare e cosa visitare

Comune di Apecchio: Vai al sito istituzionale

Wikipedia: Apecchio, info e cenni di storia

Sito Turismo Marche: Vai al sito..

Pillole di STORIA…

Il podere “Le Ciocche”

Tratto dal racconto orale di Leonello Bei riguardo il podere “Le Ciocche” casa poderale e chiesetta“.

…Le Ciocche nacquero dal volere di una nobile del luogo, una certa Colombina, fu proprio lei ad edificare la casa e la chiesetta del complesso poderale storico databile nel 1800.

La parte più antica del complesso “Le Ciocche” è la cappella situata all’ingresso del podere (Ora country house).
La cappella, è custode di una storia nota agli abitanti di Apecchio; la storia di Achille Bei che nel lontano 1800 per fatalità si perse nel bosco. Preso dallo sconforto e dalla disperazione fece un voto alla Madonna delle Ciocche che se fosse riuscito a ritrovare la via di casa, avrebbe donato una statua della Madonna alla cappellina (lungo la strada) situata all’ingresso del podere “Le Ciocche”, per ringraziare l’aiuto divino ricevuto.

La cappellina votiva riporta su un mattone posto sopra l’ingresso, la datazione del 1860 (data di un restauro); probabilmente potremmo datare la cappella al 1500 grazie ai dati forniti da L. Bei, il quale ha redatto una ricerca storica sulle importanti strade di collegamento del luogo.

La cappellina fu eretta per i viandanti che anticamente passavano per la strada che anticamente passava davanti ade essa proseguendo in direzione “Fosso del Gatto” (di fronte la cappella ai piedi della vallata).
Dal Fosso del Gatto vi transitava un’antica strada di collegamento costruita al tempo dei Romani e che conduceva a Cantiano. Questa strada è una delle più antiche vie di collegamento della zona con ben 2000 anni di storia (in alcune zone è ancora visibile alcune parti di essa).

Questa chiesetta è una delle tante sparse per la zona, esse venivano erette, insieme alle locande e punti di ristoro, proprio per dare conforto ai tanti viandanti e pellegrini che percorrevano l’area degli appennini in quel tempo.

Breve estratto dal libro "Le origini di Apecchio":

“…L’antica strada proseguiva in direzione di Pietralunga (PG) fino all’incrocio con il “FOSSO DEL GATTO”; qui iniziava a salire fiancheggiando il ruscello, passava nelle vicinanze di “Chi Taviani” e “LE CIOCCHE” e valicava sotto “Pian dei Santi”. Nei due colli soprastanti vi era da un lato la chiesa di San Bartolomeo e dall’altro una torre di guardia; oggi entrambe inesistenti ma i luoghi hanno mantenuto i nomi di “Col del castello” e “Colle di san Bartolo”.

Da qui scendeva a “Val di Caselle” e proseguiva fino alla chiesa dei Santi Quirico e Giuditta di Caselle.

Questa chiesa aveva una dignità particolare, infatti era l’unica tra le 34, che facevano parte del Piviere di Apecchio, a non dipendere dall’arciprete della pieve, bensì rendeva conto della sua amministrazione direttamente al vescovo di Città di Castello.

Siamo in pieno territorio dell’antica tribù dei Casilates; in questa zona sono venuti alla luce reperti archeologici sia umbri che romani, di notevole importanza. Si proseguiva poi per “Salceto” e per la “Fonte Somma”: era questa una copiosa sorgente che, sgorgando fresche, limpide e abbondanti acque, permetteva allevamenti di gamberi e pesci. Poco dopo si transitava alle “Guardate”, il nome richiama forse un posto di guardia; si arrivava poi al valico in località “Chi Luzzi”: qui sono citati ritrovamenti di tombe romane assai ricche, avvenuti verso il 1920, contenenti vasi in ceramica e in bronzo.

Dal lato opposto, sulla sommità di un colle, vi era il castelli di “Vergonzana”; da una ricerca fatta da Paolo Rinolfi, risulta si chiamasse Urgonzana cioè Terra di Ugone. Tale Ugone, nobile Franco, forse uno dei Comites, compagni Carlo Magno, lasciò una nobiltà talmente importante a quel luogo che Ottaviano Ubaldini, nel 1400, soleva firmarsi “Conte di Mercatello, Apecchio, La Carda e Vergonzana”; con tutti i luoghi che possedeva, citare Vergonzana doveva dargli una dignità particolare che noi oggi non possiamo conoscere.

Tra le due strutture appena descritte è ancora visibile un rudere che potrebbe essere il citato ed ora scomparso Ospedale di Scrofea. Gli ospedali (ospitali) di allora erano considerati luoghi di ospitalità per la notte; i viandanti si fermavano a dormire in sicurezza, facevano riposare i cavalli e all’occorrenza potevano acquistare provviste per proseguire il viaggio. Nello specifico il nome SCROFEA fa pensare che vie era un allevamento di maiali, per cui il pellegrino poteva acquistare insaccati o il maialino vivo da portarsi durante il viaggio. Queste strutture erano ubicate fuori dei centri abitati perché, quando scoppiavano le epidemie, vi si ammassavano i malati per non diffondere il contagio. A questo proposito, è ben documentato, fin dal 1200, l’Ospedale della Madonna della Vita di Apecchio, ubicato dove ora sorge il santuario della Madonna della vita e, come si può vedere, anch’esso era fuori dalle mura del castello.

Un territorio di reperti archeologici..

Dal valico di Vergonzana la strada proseguiva in discesa a mezza costa per “Coldifiore” e andava poi in direzione di “Chi Martinelli”; questo è un bellissimo borgo medioevale con due torri che aveva di fronte il castello di “Valbuscosa”, di proprietà, nel 1400, di Giuseppe Ubaldini. Passava poi a “San Florido” (oggi San Fiordo), per arrivare a “Colle dell’Antico; qui era presente una confraternita che, tra gli altri compiti, faceva anche assistenza ai viandanti.

Da qui la strada sterrata, utilizzata fino a pochi decenni or sono, proseguiva in direzione “Cai Serra”, ma prima di giungervi, si imbocca un sentiero che attraverso il bosco scende verso il fiume Giordano; qui si rimane meravigliati quando, improvvisamente, inizia un tratto di circa 300 metri dell’antica strada umbra, lastricato con enormi blocchi di pietra. In fondo, vicino al torrente, continuando a seguire il lastricato, troviamo addirittura il bivio che da un lato andava verso Castelfranco, Pietralunga, Le Carpini, Montone e ritornava nella Valle Tiberina a Umbertide (Fracta Filiorum Uberti) e dall’altro proseguiva per La Ferraia, antica stazione dove si ferravano i cavalli. La strada proseguiva verso La Pievarella, Cai Marini e Vilano da cui, in discesa, si arrivava alla bellissima Pieve di San Crescentino; siamo così giunti a Cantiano e Chiaserna, sulla consolare Flaminia. Sappiamo per certo che questa strada venne percorsa nel 1126 da Sant’Ubaldo di Gubbio. In quell’anno i suoi concittadini volevano nominarlo vescovo della città, ma lui, per eccesso di modestia e umiltà, scappò rifugiandosi nell’eremo di San Bartolomeo tra le due parti. Per raggiungere questo romitorio il Santo arrivò fino a Coldifiore, di li deviò verso Acquapartita e Serravalle, per calarsi prima dello sbocco de La Valle, dentro la forra del Fosso dell’Eremita e sparire poi nelle mille cavità presenti nella zona. Ancora oggi, a Pian di Molino, dove esiste la grotta di Sant’Ubaldo, nel giorno della sua festività si celebrano messe e con grande partecipazione di popolo si porta la sua statua in processione.

Lungo questo percorso, all’altezza di Pianello, di poco decentrata dalla strada principale, vi era l’antichissima abbazia benedettina di San Pietro di Massa. Sorta anch’essa sulle rovine di un tempio pagano, nel tempo aveva mantenuto una notevole importanza e cospicui beni….”

 Tratto dal libro:
“LE ORIGINI DI APECCHIO” – Le comuni radici con Città di Castello in duemilaottocento anni di storia.
di Leonello Bei

contatti

Country house “Le Ciocche”.

Indirizzo: loc. Le Ciocche snc, 61042 Apecchio (PU), Italy.

Cell1: +39 333 9356984

P.Iva: IT 02571690417